PARROCCHIA
S. MARIA REGINA
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Anno 2008/2009
Numero 8 - giugno 2009

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Ooooooooh! Meraviglia!!!!

Stando affacciato al davanzale della cucina di Pippo ho avuto questa rivelazione: al mondo ci sono un sacco di cose belle.

Bella forza, direte voi, è una cosa ovvia!

Certo, è una cosa risaputa, ma non ovvia perché spesso per disattenzione o per abitudine o perché le cose belle sono di solito meno "prepotenti" di quelle brutte (cosa può un limpido cielo stellato contro una gigantesca insegna al neon di una mirabolante marca di mutande?) ce ne dimentichiamo. La capacità di osservare ed ammirare ciò che di bello ci circonda richiede allenamento ed attenzione, e la capacità di stupirsi propria dei bambini.

Un bel tramonto, per essere goduto, deve essere assaporato come un calice di vino d’annata, pronti a riscoprire ogni singola sfumatura, insomma qualcosa che origina direttamente dal cuore e che ci impegna totalmente.

E se questo è vero per le cose che per cui non abbiamo merito, lo è ancora di più per quanto c’è di bello nelle nostre vite che dipende invece da noi, come ad esempio l’amicizia.

Penso sia un’esperienza comune; quando invitiamo qualcuno per la prima volta a casa nostra, di solito lo accogliamo nel locale più "formale" (ovverossia più in ordine, meglio arredato, più "bello" insomma) di cui disponiamo, magari tirando fuori il servizio migliore, quello con una percentuale d’uso dello 0,000000005 % e così via. Il risultato è per solito qualcosa di elegante ma piuttosto freddino ed impersonale. Se la stessa persona avrà la ventura, o sventura, di divenire un buon amico, ci accorgeremo che il posto principe per scambiare due parole o condividere un boccone, diventa quasi automaticamente il locale meno ordinato ma più "vero" della nostra casa, quello con la bacheca coperta di bigliettini e memorandum, i mobili su cui è appeso con lo scotch l’ultimo capolavoro del Picasso di casa e così via: sto parlando ovviamente della cucina, ovvero il posto dove pulsa l’autentico cuore della casa.

E visto che per uno spuntino informale non è pratico spignattare per ore, ingombrando ogni cm2 a disposizione, propongo oggi un piatto di semplicissima e rapidissima esecuzione e con un gusto un po’ diverso.

Yuk! Yuk!! E buon appetito

Spaghetti con la bottarga (4 persone)

  • 320 –350 gr di spaghetti

  • 2 noci di burro (30-40 grammi)

  • origano fresco, le foglie di 5 o 6 rametti (o un cucchiaino di foglie secche)

  • bottarga grattugiata di tonno o muggine

  • sale e pepe

Lessare la pasta in acqua salata.
Verso fine cottura far sciogliere il burro in una padella capace ed insaporirlo con l’origano ed una buona macinata di pepe, diluendo con un cucchiaio d’acqua di cottura della pasta.
Scolare la pasta al dente e far saltare nel condimento, aggiungendo se necessario ancora un poco d’acqua. Cospargere con abbondante bottarga (almeno un cucchiaino a testa), insaporire ancora un attimo e servire.

Accompagnamento: vermentino di gallura

Silvio

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