PARROCCHIA
S. MARIA REGINA
Via Favana - Busto Arsizio


Anno 2001
Numero 3 - Dicembre 2000

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Scusate se vi parlo di Sarajevo

Massimo Ortelli, che ultimamente è stato a Sarajevo, con l’Associazione "Sprofondo", ci offre la sua testimonianza. La Cascina Bottigelli, tra l’altro, sta sostenendo l’iniziativa "Un tetto per il Kossovo", proposta da questa Associazione.

Vi chiedo scusa se occupo una parte del vostro tempo per parlare di Sarajevo, città della Bosnia - Erzegovina di cui "forse" abbiamo sentito parlare.

Scusate se vi parlo di Sarajevo,
cittadina multietnica, multiculturale, multireligiosa che sta cercando di rialzarsi dopo anni di guerra devastante; che sta cercando di affrontare la quotidianità a testa alta e vi riesce egregiamente.

Scusate se vi parlo di Sarajevo,
della sua gente il cui stipendio medio varia dalle 100 alle 200 mila lire mentre il caffè si acquista a diecimila lire il chilo; gente disposta a rinunciare alle uniche coperte pur di non far prendere freddo agli ospiti; gente che rinuncia al 10% dello stipendio per darlo a famiglie che non hanno uno stipendio fisso; gente che non vuole ricordare e fa' fatica a parlare di quello che ha vissuto.

Scusate se vi parlo di Sarajevo,
dei suoi giovani che in gran parte ricominciano a frequentare la scuola ma il 30 % rientra nei suicidi post-guerra; dei 350 giovani che vivono in un centro di assistenza mentale a causa dei problemi riportati dopo la guerra; dei giovani che animano le strade il venerdì sera andando a bere in compagnia.

Scusate se vi parlo di Sarajevo,
dei suoi edifici distrutti e non ricostruiti; delle sue moschee nuove al punto da far venire la pelle d'oca; delle sue strade dove si possono riconoscere i segni di una granata; dei suoi cimiteri immensi con le lapidi bianche.

Scusate se vi parlo di Sarajevo,
dei suoi bambini di cui 1600 uccisi e 19.000 feriti; del suo giornale che ha continuato a stampare gratuitamente grazie ai giornalisti rifugiati nei sotterranei; del tunnel lungo 800 metri attraverso il quale arrivano i viveri in città; delle 900.000 bombe scaricate e delle 30.000 donne stuprate perché musulmane.

Scusate se non vi parlo di politica (non è compito mio); scusate se vi parlo freddamente! La guerra non risparmia nessuno: dobbiamo sapere e conoscere anche noi.

Massimo

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