Il suo desiderio è, lo so bene, che io compia accanto a
lei una missione molto dolce e facile; questa missione non potrò
assolverla dall'alto dei cieli? Come disse Gesù un giorno a san Pietro,
così lei ha detto a sua figlia: "Pasci i miei agnelli", e
io mi sono meravigliata, ho detto a lei: "sono troppo piccola"...
l'ho supplicata di fare pascolare lei stessa i suoi agnellini e di
custodirmi, di farmi pascolare per grazia con essi. E lei, Madre amata,
rispondendo un poco al mio giusto desiderio, ha custodito gli
agnellini con le pecore, ma comandandomi di farli spesso pascolare all'ombra,
di indicar loro le erbe migliori e più fortificanti, di mostrar loro
chiaramente i fiori brillanti che non debbono mai toccare se non per
schiacciarli sotto i loro passi. Lei non ha temuto, cara Madre, che io
facessi smarrire i suoi agnelli; la mia inesperienza, la mia giovinezza non
l'hanno affatto spaventata, forse lei si è ricordata che spesso al Signore
piace concedere la sapienza ai piccoli, e che un giorno, pieno di gioia,
egli ha benedetto suo Padre perché ha nascosto i propri segreti ai
prudenti e li ha rivelati ai più piccoli. Madre mia, lei lo sa,
sono ben rare le anime che non misurino la potenza divina secondo i loro
corti pensieri; si ammette che dappertutto sulla terra esistano eccezioni,
soltanto Iddio non ha il diritto di farne! Da lungo tempo, lo so bene,
questo modo di commisurare l'esperienza agli anni viene praticato fra gli
uomini, perché nella sua adolescenza il santo re David cantava al Signore:
"Sono giovane e disprezzato". Nello stesso Salmo 118
tuttavia non esita a dire: "Sono diventato più prudente dei
vegliardi: perché ho cercato la vostra volontà... La vostra parola è la
lampada che rischiara i miei passi... Sono pronto a compiere i vostri
ordini e non sono turbato da nulla".
Madre cara, lei non ha esitato a dirmi un giorno che il
Signore illuminava l'anima mia, che egli mi dava anche l'esperienza degli
anni. Oh, Madre! sono troppo piccola per avere della vanità ora,
sono troppo piccola anche per comporre belle frasi e farle credere
che ho molta umiltà; preferisco convenire semplicemente che l'Onnipotente
ha fatto grandi cose nell'anima di colei che è figlia della sua divina
Madre, e la più grande è di averle mostrato la sua piccolezza, la sua
impotenza. Madre cara, lei lo sa bene, il Signore si è degnato far passare
l'anima mia per varie prove; ho sofferto molto da quando sono sulla terra,
ma, se nella mia infanzia ho sofferto con tristezza, ora non soffro più
così, bensì nella gioia e nella pace, e sono veramente felice di
soffrire. Bisogna che lei conosca tutti i segreti dell'anima mia per non
sorridere leggendo queste righe, perché, se si giudica dalle apparenze,
può esserci un anima meno provata della mia? Oh, se la prova che io soffro
da un anno apparisse agli sguardi, che stupore! Madre amata, lei la conosce
questa prova, tuttavia ne parlerò ancora perché la considero una grande
grazia che ho ricevuto sotto il suo priorato benedetto.