Il martirio, questo è il sogno della mia giovinezza,
questo sogno è cresciuto con me nel chiostro del Carmelo. Ma anche qui,
sento che il mio sogno è una follia, perché non saprei limitarmi a
desiderare un solo martirio. Per soddisfarmi li vorrei tutti... Come te,
Sposo mio adorato, vorrei essere flagellata e crocifissa, vorrei morire
scorticata come san Bartolomeo, come san Giovanni vorrei essere immersa
nell'olio bollente, vorrei subire tutti i supplizi inflitti ai martiri. Con
sant'Agnese e santa Cecilia, vorrei presentare il collo alla spada, come
Giovanna d'Arco, la mia cara sorella, vorrei mormorare sul rogo il tuo
nome, Gesù... Pensando ai tormenti che verranno inflitti ai
cristiani nel tempo dell'anticristo, trasalisco, e vorrei per me quei
tormenti... Gesù, Gesù, se volessi scrivere tutti i miei desideri, dovrei
prendere il tuo libro di vita, lì sono narrate le azioni di tutti i Santi,
e quelle azioni vorrei averle compiute per te. Gesù mio, che cosa
risponderai a tutte le mie follie? Esiste un'anima più piccola, più
incapace della mia? Eppure, proprio per la mia debolezza, ti sei
compiaciuto, Signore, di colmare i miei piccoli desideri infantili, e vuoi
oggi colmare altri desideri più grandi che l'universo...
Durante l'orazione, i miei desideri mi facevano soffrire
un vero martirio: aprii le epistole di san Paolo per cercare una risposta.
I capitoli XII e XIII della prima epistola ai Corinzi mi caddero sotto gli
occhi. Lessi, nel primo, che tutti non possono essere apostoli, profeti,
dottori, ecc.; che la Chiesa è composta di diverse membra, e che l'occhio
non potrebbe essere al tempo stesso anche la mano. La risposta era chiara,
ma non colmava il mio desiderio, non mi dava la pace. Come Maddalena
chinandosi sempre sulla tomba vuota finì per trovare ciò che cercava,
così, abbassandomi fino alle profondità del mio nulla, m'innalzai tanto
in alto che riuscii a raggiungere il mio scopo. Senza scoraggiarmi,
continuai la lettura, e trovai sollievo in questa frase: "Cercate con
ardore i doni più perfetti, ma vi mostrerò una via ancor più
perfetta". E l'Apostolo spiega come i doni più perfetti sono nulla
senza l'Amore. La Carità è la via per eccellenza che
conduce sicuramente a Dio.
Finalmente avevo trovato il riposo. Considerando il
corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri
descritti da san Paolo, o piuttosto volevo riconoscermi in tutti. La
Carità mi dette la chiave della mia vocazione. Capii che, se la Chiesa ha
un corpo composto da diverse membra, l'organo più necessario, più nobile
di tutti non le manca, capii che la Chiesa ha un cuore, e che questo cuore arde
d'amore. Capii che l'amore solo fa agire le membra della Chiesa, che,
se l'amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i
martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue... Capii che l'amore
racchiude tutte le vocazioni, che l'amore è tutto, che abbraccia tutti i
tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno. Allora,
nell'eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù, Amore mio, la mia
vocazione l'ho trovata finalmente, la mia vocazione è l'amore! Sì,
ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto, Dio mio, me l'avete
dato voi! Nel cuore della Chiesa mia Madre, io sarò l'amore. Così, sarò
tutto... e il mio sogno sarà attuato!