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Epifania 2009
Manifestazione di Gesù al mondo
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Mentre una stella guidava i nostri passi,
eravamo attratti dalle bellezze di albe e di tramonti, di deserti e di oasi,
di villaggi e di rocce. La varietà degli effetti che la natura disegnava, ci
toglieva la parola. I colori della sera e i colori del mattino ci facevano
trattenere il respiro. Quanti tramonti e quante albe hanno accompagnato il
nostro andare! I nostri occhi erano continuamente pieni di gratitudine.
“Perché non ci fermiamo qui?” diceva uno.
“No – rispondevano gli altri – bisogna restare sul cammino se vogliamo
raggiungere i segnali della stella”.
Ed ogni sera, mentre il silenzio
avvolgeva il buio, si ripeteva questo rito: a turno ognuno cercava di
trattenere gli altri, appagato dal bello che sprigionava la natura.
C’era però qualcosa che ci impediva di
fermarci: forse il fascino della stella, forse l’emozione dell’inizio o quel
senso di curiosità che ormai camminava con noi.
All’improvviso capimmo di essere
arrivati. Una casa più di altre attirava la nostra attenzione. Superando la
soglia ci accorgemmo di una cosa: lì c’era più di un paesaggio, c’era più di
una luce del mattino. Sul viso di quella madre e negli occhi di quel bambino
c’era il paesaggio di Dio.
Sulla strada del ritorno (anche se
nessuno lo ha mai saputo) ci apparve un angelo: “Ci sarà un’altra stella che
sorgerà per voi – ci disse - neppure adesso potrete fermarvi: siete fatti
per camminare”!
(Da “Farina del mio
sacco”)
Che il posto in cui siamo, non faccia
dimenticare quello che abbiamo davanti!
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