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Anno 2001
Numero 2 - Novembre 2000
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Teresina di Lisieux
"Lei lo sa, Madre (ndr è la priora a cui indirizza la sua
autobiografia), ho sempre desiderato essere una santa, ma ahimè, ho sempre accertato, quando mi sono
paragonata ai santi, che tra essi e me c'è la stessa differenza che tra una montagna la cui vetta si perde nei
cieli e il granello di sabbia oscura calpestata sotto i piedi dei passanti. Invece di scoraggiarmi, mi sono detta:
il buon Dio non può ispirare desideri inattuabili, perciò posso, nonostante la mia piccolezza, aspirare alla
santità; diventare più grande mi è impossibile, debbo sopportarmi tale quale sono con tutte le mie imperfezioni,
nondimeno voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta
nuova.
Siamo in un secolo d'invenzioni, non vale più la pena di salire
gli scalini, nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente. Vorrei anch'io trovare un
ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione.
Allora ho cercato nei libri santi l'indicazione dell'ascensore, oggetto del mio desiderio, e ho letto queste parole
pronunciate dalla saggezza eterna: " Se qualcuno è piccolissimo, venga a me ".
Allora sono venuta, pensando di aver trovato quello che cercavo, e
per sapere, o mio Dio, quello che voi fareste al piccolissimo che rispondesse al vostro appello, ho continuato le
mie ricerche, ed ecco ciò che ho trovato: " Come una madre carezza il suo bimbo, così vi consolerò, vi
porterò sul mio cuore, e vi terrò sulle mie ginocchia! ". Ah, mai parole più tenere, più armoniose hanno
allietato l'anima mia, l'ascensore che deve innalzarmi fino al Cielo sono le vostre braccia, Gesù! Per questo non
ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più."
Teresa di Gesù
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